il nettare è la principale fonte di energia (carboidrati) per le api. Per le api, è l’equivalente del nostro zucchero o del carburante per una macchina. Senza nettare, non potrebbero volare, mantenere la temperatura dell’alveare, nutrire la covata e svolgere tutte le complesse attività che le caratterizzano.
Ma il nettare non è solo energia immediata; è anche la materia prima essenziale per la produzione del miele.
Nel processo di trasformazione del nettare in miele l’ape operaia specializzata nella raccolta di cibo, chiamata “bottinatrice”, individua i fiori ricchi di nettare grazie ai colori, ai profumi e, per le api, anche alla luce ultravioletta che per noi è invisibile. Utilizza la sua lunga lingua a forma di proboscide per aspirare il nettare, che viene immagazzinato in una sacca speciale chiamata borsa melaria (o stomaco del miele), diversa dallo stomaco digestivo.
Durante il volo di ritorno all’alveare, il nettare nella borsa melaria inizia a subire una prima trasformazione. Vengono aggiunti al nettare degli enzimi (come l’invertasi) prodotti dalle ghiandole salivari dell’ape. Questi enzimi iniziano a scindere il saccarosio (uno zucchero complesso presente nel nettare) in glucosio e fruttosio (zuccheri più semplici). Arrivata all’alveare, l’ape bottinatrice rigurgita il nettare parzialmente elaborato e lo passa ad altre api operaie più giovani, le “api ricevitrici” o “api di casa”. Questo passaggio di bocca in bocca, è chiamato trofallassi, e permette di aggiungere gli enzimi e ridurre il contenuto di acqua del nettare, grazie anche al riscaldamento del nettare da parte delle api.
Il nettare viene depositato nelle celle esagonali dei favi. A questo punto, è ancora troppo acquoso per essere miele. Le api operaie, in particolare quelle addette alla ventilazione, lavorano incessantemente battendo le ali per creare una corrente d’aria all’interno dell’alveare. Questa ventilazione costante ha il compito di far evaporare l’acqua in eccesso dal nettare, portandolo al giusto grado di umidità (sotto il 20%). Una volta che il nettare ha raggiunto il giusto grado di umidità e la trasformazione enzimatica è completa, le api sigillano le celle con un sottile strato di cera, chiamato opercolo. Questo sigillo indica che il miele è “maturo” e pronto per essere immagazzinato a lungo termine come riserva alimentare per la colonia, specialmente durante i periodi di scarsità di fioriture o l’inverno.

